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All’inizio
i crash, visto l’elevato costo (le auto vengono distrutte), venivano
effettuati raramente e spesso senza la dovuta metodologia. Una delle
prime case ad effettuarli fu negli anni ‘30 la Citroën che lanciò un
auto a 30 Km/h giù da una scarpata, ma viste le limitate tecnologie
e la mancanza di manichini “intelligenti” molto era lasciato al caso
e spesso i tecnici non erano in grado di elaborare i risultati
ottenuti. Poi con il trascorrere degl’anni tutto migliorò. Le
tecnologie cominciavano a nascere, i crash test iniziarono ad essere
regolamentati e i manichini diventarono dei veri e propri “umanoidi”
in grado di rilevare le più minute sollecitazioni o decelerazioni. |
Oggi
come oggi i crash test ricoprono un ruolo fondamentale all’interno
di ogni progetto automobilistico. Dopotutto visto che oramai il
consorzio europeo Euro NCAP (European New Car Assessment Programme),
fondato nel 1997, ha adottato la tattica di rendere pubblici i
risultati dei test questo così facendo ha finito per mettere sotto
pressione le Case automobilistiche, che oggi hanno fatto della
sicurezza uno dei loro maggiori obiettivi e più importanti biglietti
da visita. Chi di noi acquisterebbe una vettura, seppur
economica, se non ci garantisse la benché minima sicurezza in caso
d’incidente? Penso che la risposta sia scontata, tanto da spingere
appunto le Case ad investire miliardi nella ricerca e nello studio
delle vetture in caso d’incidente. Questo ha fatto sì che gli
autoveicoli odierni siano di gran lunga più sicuri rispetto a quelli
passati, fattore altresì evidenziato dai risultati pubblicati di
recente dall’Euro NCAP. |