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Il reale impegno di un marchio a favore della sicurezza dei pedoni

Dal 1996 Euroncap esegue dei test sulle auto per valutare le lesioni riportate dai pedoni investiti a 40 km/h. Praticamente “spara” dei manichini fatti di gambe, di cosce e teste su dei punti predefiniti sul paraurti, sul cofano e sulla zona della calandra.

Dal 1998, Honda sceglie la sua missione: salvare i pedoni e pertanto nasce un signore di nome Polar (nella foto). Polar è il primo manichino messo a punto dalla Honda per rilevare le lesioni in caso di investimento.

Bene, oggi la Honda nel suo nuovo "Crash test center" in Giappone, ci mostrerà uno di questi spettacolari crash test, che consiste nell'investire con una HRV il povero Polar alla velocità di 40 km/h.
Vediamo come si è svolto il test...

Analizziamo insieme le varie fasi della prova...

Arriva la HRV a 40 km/h, un metro prima dell’impatto Polar viene sganciato dalle due funi che lo tengono in piedi.

BOOM! Poveri legamenti! I legamenti del ginocchio sono impossibili da proteggere.
Ma la Honda ha ridotto al massimo i rischi di rotture del femore.

Ed è ora della testa!
Grazie al cofano imbottito (di cui parlerò dopo) e ai perni dei tergicristalli collassabili, la testa viene danneggiata poco.

L’auto inizia a frenare la sua corsa, il malcapitato manichino comincia a scivolare giù...

La grande variabile dell’investimento di un pedone è la caduta.
L’auto può fare molto nell'urto, ma per la caduta non si può prevedere niente.

L’auto è ferma. Il manichino sta per cadere su di un materasso posizionato pochi metri dopo il punto d’impatto.

Tutto finito! L’auto è ferma e il manichino è steso sul materasso "dolorante" per le serie lesioni riportate nello scontro.

Vista frontale dell'auto e del pedone dopo la prova.
Si nota bene la deformazione del cofano appositamente progettato per deformarsi in quel modo.

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